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BANCHETTO e SPETTACOLO
Il Mediterraneo è da sempre luogo di incontro e scontro tra culture, e l’Italia ne è crocevia dalla notte dei tempi. Lo fu massimamente nell’era di Filippo II, quando l’Impero Ottomano raggiungeva il suo acme e le vie commerciali assumevano i contorni di un mercato globale.
Risale ad allora la storia dell’affinità che ci lega al Libano, già a quei tempi il più tollerante tra gli stati musulmani, e a segnarla fu il principe Fakhr ad-Din II, sorta di Napoleone d’Oriente che unificò le 15 province che ancor oggi costituiscono il Libano.
Nel corso della sua avventurosa esistenza, l’emiro fu costretto a patire anche l’esilio, che volle “scontare” a Palazzo Medici in Firenze, ospite di Cosimo II e della Granduchessa Madre Cristina di Lorena, alla quale fu legato da sincera devozione.
La sua permanenza a Firenze portò grande scompiglio e una ventata di esotismo che avrebbe avuto lunghi strascichi sulla politica estera del Granducato.
Lo spettacolo estremizza questo incontro, costruendo la propria comicità sugli inevitabili equivoci che possiamo immaginare siano nati tra i due regnanti.
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