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Il Cardinale Giovan Carlo impersonò l’allegria.
Fu il centro della vita elegante e poco si occupò di cose serie.
Figlio di Cosimo II, fu allevato nello splendore
della corte accanto ai suoi quattro fratelli maschi fra cui il futuro
Granduca Ferdinando II.
Galante corteggiatore di donne, le notizie
storiche e l’iconografia ce lo rappresentano fisicamente sano. Ebbe del
brio, dell’arguzia e uno spiccato gusto estetico che lo portarono ad
interessarsi all’Arte e agli artisti, ed è a lui che dobbiamo la
nascita vera e propria delle collezioni d’arte oggi ospitate dagli
Uffizi e dalla Galleria Palatina.
Giovan Carlo, che curava anche le finanze dello
Stato, nel 1657 acquistò un vecchio tiratoio dell’Arte della Lana,
detto della Pergola, sul quale fece costruire, dall’architetto
Ferdinando Tacca, un nuovo teatro, che presentava uno schema completamente
diverso rispetto a quello classico semicircolare: il "Teatro all’Italiana".
Dotato di tanti ‘gabinetti’ acustici e un grande palco con baldacchino
sul fondo per ascoltare al meglio il ‘recitar cantando’, fu il
principio del moderno teatro per melodramma e venne preso ad esempio
diventando il modello base dal quale si costruirono successivamente tutti
i teatri d'Europa .
Più di tutto lo presero i godimenti mondani, dal
gioco allo scherzo, ed anche alla vigilia della Morte si racconta che, in
camera del Cardinale, la consueta brigata di amici giocasse allegramente
alle carte.
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